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martedì 8 luglio 2014

Un percorso da scrittrice #2 - Giulia Carlentini

Miei piccoli lettori in cerca di una pagina dove vivere, come stanno procedendo le vostre vacanze? Qui si studia, ma tra uno studio e l'altro non mi dimentico di voi piccoli lettori e neo scrittori in ceca di qualche consiglio.
Per l'intervista della settimana abbiamo la nostra Giulia Carlentini autrice di Adversus Sol- il male minore.
LA SCRITTRICE:

“Mi chiamo Giulia Carlentini e vivo a Carlentini”.
“Ma Carlentini è il cognome o il paese?” Questo è quello che succede la maggior parte delle volte che la scrittrice siciliana nata nel 1997 si presenta. Coincidenza o meno la ragazza ha la sua prima pubblicazione nel 2014, quando ancora frequenta il liceo scientifico, a sedici anni. Scrive racconti dall’età di sei anni, da sempre grande fan del genere fantasy. Il male minore è il suo romanzo di esordio.







Allora volevo prima di tutto ringraziarti per questo spazio e dirti che sarai nell'intervista della settimana Con questa intervista volevo tracciare 'Un percorso da scrittrice'. Come è incominciata la tua passione?
Innanzitutto ci tenevo a ringraziarti per avermi offerto l'opportunità di fare la mia prima intervista. Questa passione è cominciata tanti anni fa, in una fredda serata d'inverno, anche se fredda non era e a dirla tutta era estate! Fin da quando ero bambina, mi piaceva moltissimo ascoltare le fiabe che mi venivano raccontate e poi riscriverne una versione nuova che mi permettesse di mettere qualcosa di me stessa in ogni personaggio. Quando sono cresciuta, ho cominciato ad apprezzare le storie fantasy e con esse anche gli stessi autori che riuscivano a creare un mondo dai colori sgargianti e tratti crudi e bellissimi allo stesso tempo. Penso che chiunque desidererebbe che il proprio mondo utopistico fuoriuscisse dalla propria mente per dargli forma e corpo reali. Sarebbe ancora meglio se questo non fosse doloroso, ma quasi catartico. Ecco, la chiave di tutto questo è rappresentata da un libro. Dopo essermi gettata a capofitto su diversi volumi di scrittori sia italiani che stranieri, a undici anni, volli provarci. Confido che trovai non pochi problemi con la mia storia. Feci un nuovo tentativo poco tempo dopo, da quattordicenne, ma nessuna idea pareva adeguata per quel qualcosa di grandioso che qualsiasi adolescente ha in mente. Adversus Sol sarebbe venuto dopo. Da sempre ho la convinzione che un buon romanzo possa nascere soltanto da un'idea che rendiamo veramente parte di ciò che siamo. In questo modo, pertanto, è nata la mia grande passione (anche se non la definirei in questo modo, ma con un sentimento più violento e allo stesso tempo coinvolgente) per l'odore della carta, per il sapore acidulo e dolciastro che lasciano in bocca le parole, come fiele pieno d'amore.

Dovrei ringraziarti io per questa esclusiva. Parlaci dei tuoi primi racconti.Se intendi i primissimi, beh, non sono altro che le fiabe in cui tutte le bambine vorrebbero ritrovarsi, un po' come Alice! Subito dopo questi, devo confessarti che mi interessò non poco il mondo della poesia. Lo vedevo denso di un significato nascosto che non poteva essere interpretato senza trovarsi sulla stessa linea d'onda dell'autore. Per i miei primi "romanzi" (se così li si può definire) che dire… il primo in assoluto era la storia del ritrovamento di una cripta maya in cui nessuno era mai stato prima d'allora. L'antico popolo era dotato di grandi conoscenze della magia e grazie a queste le loro anime erano riuscite a sopravvivere, ma solo un corpo si era conservato, quello della principessa che si trovò catapultata in una realtà totalmente estranea. Immagina se venissi ibernata e ti ritrovassi in un futuristico anno tremila in cui non ci sia nulla di ciò che conosci e per di più stia per venire distrutto da qualcosa di catastrofico e tu fossi l'unica salvezza. Dovresti abituarti in fretta a convivere con i computer nuovi di zecca! Dopo tentai di creare il mio personale mondo fantastico ch'era molto simile all'Adversus Sol, anche se ancora non avevo ben chiara la storia, tranne per il fatto che anche quella protagonista decideva di fuggire di casa, ma per ben altre motivazioni. Ah, Michela, mi scuso in anticipo per la mia parlantina , spero che non ti annoierai troppo!

Amo chi parla tanto, e credo anche i miei lettori ahahahah. Chi ti è stato più vicino durante questo periodo ?La prima persona da ringraziare è mia madre. L'ha visto nascere e crescere, una seconda figlia in pratica! Scherzi a parte, mi ha aiutato moltissimo a perfezionarlo sin dalla versione iniziale. Il mio ragazzo è venuto dopo, ma, da grande appassionato per la lettura che è, l'ha trovato interessante e mi ha dato consigli in continuazione per migliorare questo o quel capitolo. Sai, penso che sia davvero meraviglioso avere delle persone tanto fantastiche che ti stanno accanto, mi hanno spronato a non fermarmi mai e forse senza di loro non ce l'avrei fatta.
SPOSA QUEL RAGAZZO. Questa è una domanda che rivolgo a tutte le neo scrittrici, quanto è duro il mondo dell'editoria?
Avere le stesse passioni è davvero comodo! Ahahah! Credo che senza una buona dose d'impegno sia impossibile entrare in questo difficile mondo. Molte case editrici non considerano nemmeno le opere degli scrittori esordienti. Ma il mio parere è che con tanta pazienza si può riuscire in qualsiasi cosa. Le risposte delle case editrici non sono cose che ti puoi aspettare da un giorno all'altro ed essere pedanti è controproducente. Personalmente, comunque, penso che una delle cose più importanti per presentarsi, sia la sinossi. Una buona sinossi può fare la differenza. In meno di tremila caratteri bisogna far entrare una storia, un universo interiore che ti ha portato a scegliere una parola piuttosto che un'altra. Perché questo mondo ti accetti devono coincidere una serie di cose che a volte possono anche essere manomesse dal destino e se ci si mette lui di mezzo… sono guai!




Ultimamente stanno emergendo tante neo scrittrici e molte non hanno compreso che non bastano due parole per creare un romanzo e un'immagine presa da internet per la copertina, cosa ne pensi? E quali consigli daresti loro?
Hai perfettamente ragione. Un romanzo è qualcosa di serio. È una sorta di ponte che collega la mente dello scrittore con quella dei suoi lettori. È alla stregua di un patto vincolante e sacro che impegna entrambe le parti. Lo scrittore a offrire una storia avvincente e il lettore a voltare le pagine. Per la copertina… non potrei essere più d'accordo con te. Personalmente ho optato per un disegno (e ancora una volta mi trovo a ringraziare mia madre per le sue utilissime doti artistiche) e anche questa deve avere un che di affascinante e misterioso, che intrighi quel tanto che basti per far leggere la trama. E poi non potrei volere niente di meno da appassionata che sono delle espressioni facciali! Non so se le mie parole possono anche essere prese da consiglio, ma a loro potrei semplicemente dire che, se devono scrivere una storia tanto per farlo, è meglio che si arrendano in partenza. Ma se ci credono veramente, allora devono andare avanti e quando qualcosa non piace, a volte, è necessario ricominciare, ripartire da un foglio bianco è già il primo passo verso il miglioramento. Pazienza, dedizione e caparbietà (ma non troppa!) sono gli ingredienti. La passione è ciò che li amalgama e li scinde, unione e divisione al tempo stesso per permettere la nascita di una nuova alba, perché, in fin dei conti, non è questo un libro?


Tua madre è fantastica, la copertina è stupenda. Veniamo al tuo libro, come mai questo stile di scrittura così antico?
Ti ringrazio e riferirò! Cosa posso rispondere… innanzitutto devo dire che è uno stile che mi piace molto, forse perché adoro il passato nelle sue varie sfaccettature; d'altro canto era la combinazione perfetta con il periodo da me scelto. Dopotutto è innegabile che la storia avvenga in una sorta di Medioevo pieno di magia e arcani ancora irrisolti. Questo stile mi sembrava il modo perfetto per descrivere un'odio atavico più del tempo e una purezza che non conosce vecchiaia.

Non potrei essere più d'accordo. In quale personaggio ti sei immedesimata di più?

Bella domanda! Innanzitutto devo dire che non sono stata io a muovere Seyarh, ma è stato il suo volere a far muovere le mie dita. Molte volte le sue stesse decisioni si trovavano in conflitto con quelle che avrei preso io; anche se la sua non si può affatto dire che sia una storia semplice. Strano a dirsi, ma i personaggi in cui mi sono maggiormente immedesimata sono Senarco ed Elnath. Il primo verrà -a buone ragioni- odiato da molti, tuttavia il suo passato mi attirava e respingeva e mentre le sue sadiche parole vibravano nell'aria, non potevo che provare un misto di disgusto e passione per quel carattere così scellerato che voleva una sola cosa: la vendetta. Elnath è un cavaliere, un abile condottiero e forse l'unico che potrei definire co-protagonista. Tuttavia penso che ne "Il male minore" non abbia ancora trovato la sua massima espressione che spero potrà migliorare in futuro. Di entrambi ho molto da mostrare. Dell'uno la cattiveria, dell'altro l'arguzia.

La tua citazione preferita? 


La mia citazione preferita, vediamo… oh, eccola! "Un animo fatto di pura luce che viene diviso a metà dalle tenebre decide da che parte schierarsi. Si schiera con la luce. Il cuore spezzato cerca il proprio complementare e lo trova. Si schiera con le tenebre." Sebbene sia praticamente alla fine del romanzo, trovo che potrebbe essere un ottimo spunto di riflessione per i lettori. Non credo di essere nella posizione giusta per farlo, ma… c'è qualche frase o parola o anche passaggio, all'interno del libro, che ti ha colpito particolarmente?

In realtà si: "dall'ego di pochi per la distruzione di molti". Una frase che per me racchiude tanto. La scena che ti è piaciuta di più?

Oh, sì, mi fa piacere che ti sia piaciuta quella frase perché anche per me racchiude un significato profondo che va ben al di là di una semplice storia. Probabilmente se ti parlassi della scena della rivelazione (che mi sono divertita un mondo a scrivere) ti sembrerei troppo banale, quindi te ne dico un'altra. Ci troviamo ancora alla fine: il combattimento contro Senarco e tutto quello che ne è conseguito, dall'incontro con Munif alla decisione di Seyarh. Sai, è stato difficile descrivere un Senarco provato da quest'esperienza, tanto quanto Seyarh.

Ora come ora, quale scena riscriveresti?
Oh, questa è una domanda semplice! Mi concentrerei sulla scena di Seyarh e Cleante che potrebbe esser sembrata scontata, ma anch'essa aveva un suo significato: l'incontro con Squalo (nome per cui ancora mi faccio i complimenti!) e un primo approccio con la vita esterna, fuori dalla realtà ovattata di Omiria.


Sai, credo che il tuo romanzo sia per pochi. Non fraintendermi, credo solo che  bisogna avere una predisposizione per leggerlo. Hai altri libri in mente?
Ma sai, non penso che sia esattamente così, sebbene io creda che il mio romanzo abbia dei significati ben precisi, sono certa che non esistano lettori a cui non piace leggere. Se qualcuno legge un fantasy è perché ha davvero piacere nel farlo e per questo, se la storia è di suo interesse, farà di tutto per comprenderla appieno, per scorgere ogni singolo filo d'erba nascosto sotto le rocce e schiacciato da esse. Se per altro libro intendi una nuova storia… sai, ho davvero tante idee in testa. Precedentemente avevo deciso di cimentarmi ancora una volta nel genere fantastico puro, tuttavia penso che mi getterò su qualcosa di più "urban" per una prossima esperienza e confido nel fatto che sia innovativa, molto innovativa! Non voglio rivelare nulla, ma se c'è una cosa certa è che creerò un altro universo fantastico con le sue regole rigide e flessibili al tempo stesso. Spero che potrai comprendere presto di cosa sto parlando!

Ringraziamo la bellissima Giulia per questo spazio . E vi ricordo che il libro sarà recensito a breve.
Adversus Sol-Il male minore

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